venerdì 15 giugno 2007

Qualità dell'aria: segnali di miglioramento

Malgrado l’importante miglioramento della qualità dell’aria, è indispensabile continuare a sviluppare la politica incisiva e coerente intrapresa negli ultimi anni, per adeguare alle norme previste dalla legge le immissioni ticinesi: in particolare quelle relative agli ossidi di azoto, alle polveri sottili e all’ozono. Questa la conclusione del rapporto sulla qualità dell’aria 2006 relativo al Canton Ticino presentato oggi a Bellinzona. I contenuti sono stati esposti dal direttore del Dipartimento Marco Borradori.


Il settore del traffico, in un cantone come il Ticino che fa da collegamento tra nord e sud Europa, rimane una delle maggiori fonti d’inquinamento atmosferico, dove i benefici derivanti dalle misure tecniche rischiano di essere vanificati dall’aumento dei volumi di traffico e del trasporto merci. È questo uno dei dati di fatto che emerge dal Piano.

Secondo il Piano l’inquinamento atmosferico può essere ridotto tramite due linee strategiche: le prescrizioni tecniche che agiscono sulle emissioni specifiche e il ridimensionamento delle attività inquinanti. Le emissioni possono essere ridotte agendo sui fattori di emissione con delle misure di tipo tecnico e attraverso una riduzione dei consumi e delle percorrenze, ecoincentivi e provvedimenti di carattere legale.

Per dare maggiore efficacia al Piano di risanamento, sono stati adottati anche dei piani regionali. Il Piano di risanamento dell’aria del Luganese (PRAL) è stato approvato il 1° ottobre 2002 e deve venir attuato a tappe, in concomitanza con l’apertura della Galleria Vedeggio-Cassarate, entro il 2008-2010. Quello per il Mendrisiotto (PRAM) è stato adottato dal Consiglio di Stato nel marzo 2005.

In Ticino i principali fattori inquinanti dell’aria sono il diossido d’azoto, polveri fini e ozono. Questi tre inquinanti sono originati dal traffico veicolare. Nel Cantone Ticino l’inquinamento atmosferico è contraddistinto da due fenomeni specifici: un periodo invernale (tra gennaio e marzo) con frequenti condizioni di inversione termica che impediscono lo scambio delle masse d’aria e generano in questo modo alte concentrazioni di polveri fini (smog invernale) e un periodo di smog fotochimico estivo contrassegnato da concentrazioni elevate di ozono.

I provvedimenti contro il traffico sono indirizzati piuttosto a contenere l’aumento del volume dei chilometri percorsi agendo a diversi livelli: pianificatorio, di gestione e di moderazione del traffico, di promozione dei trasporti pubblici e di incentivi economici. I nuovi provvedimenti di natura tecnica concernenti il traffico mirano a frenare l’aumento delle emissioni di polveri fini generate in particolare dai veicoli diesel. Seguono, e chiudono il pacchetto dei provvedimenti, delle misure “sussidiarie” volte al contenimento dell’inquinamento atmosferico transfrontaliero e al monitoraggio dei provvedimenti previsti dal nuovo PRA.

La politica dei trasporti costituisce pertanto un tassello determinante della strategia di protezione dell'aria. Tra gli elementi essenziali figura lo sviluppo dei trasporti pubblici in alternativa al trasporto motorizzato privato, sia per lo spostamento delle persone, sia per il trasferimento di merci dalla strada alla ferrovia. In tal senso vanno pure intese quelle misure atte a influenzare l’ubicazione dei grandi generatori di traffico in funzione dell’allacciamento ai trasporti pubblici, tramite strumenti pianificatori o incentivi per istanti. Uno sforzo maggiore va anche elargito in relazione alla realizzazione di piste ciclabili e percorsi pedonali da usare per gli spostamenti locali

Per informazioni: Redazione Margherita di Como - Como, 15-06-2007

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